Terremoti d’Italia

Quanti di noi sanno che anche nei fondali marini sono presenti strutture geologiche all’origine di terremoti, anche di forte intensità? Basta dare un’occhiata ad una mappa dei fondali oceanici per renderci conto come lunghe fratture della crosta (faglie, strutture sismogenetiche) e manifestazioni vulcaniche sottomarine, diffuse più o meno su tutto il globo, siano una manifestazione palese dell’evoluzione del nostro pianeta che si origina nelle profondità oceaniche. Sebbene molte di queste strutture geologiche siano ancora sconosciute e numerosi siano gli studi e progetti di ricerca per la loro catalogazione, gran parte delle morfo-strutture che causano i terremoti sul continente sono state censite, cartografate e analizzate dal punto di vista della cinematica e delle potenzialità sismogenetiche.
Il territorio italiano non essendo per niente estraneo ai fenomeni di questo tipo, come testimoniato da recenti occorrenze di episodi anche di grave entità, è oggetto di studi e ricerche nonchè di monitoraggio ad opera di prestigiosi enti di ricerca e gruppi di lavoro (fra tutti l‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Giorno dopo giorno vengono così affinati modelli di propagazione dell’energia sismica che, in relazione alle tipologie abitative e alla natura del sottosuolo, ci aiutano a sviluppare metodiche di difesa e di prevenzione  da questi fenomeni e, per certi versi, ci consentono di mitigarne gli effetti. Sapevate che, nel nostro territorio, ogni giorno si manifestano anche 100 eventi sismici? Fortunatamente quasi tutti di entità tale da essere registrati solo da sensori (sismografi) distribuiti su tutto il territorio, i terremoti ci fanno comprendere che più li si conosce più impariamo a difenderci da essi.

Ed è proprio con l’intento di illustrare la distribuzione e l’entità dei sismi nel territorio italiano che viene proposta la webmap divulgativa che segue, ricavata dai dati pubblicati in tempo reale dall’I.N.G.V. (link: Centro Nazionale Terremoti). Con frequenza di aggiornamento di 15 minuti e solo per gli eventi degli ultimi 30 giorni, viene proposta la distribuzione dei sismi del territorio nazionale nonchè la distribuzione mondiale dei sismi di  livello (ML) maggiore di 5). In azzurro sono evidenziati i terremoti occorsi nelle ultime 24 ore.

Sempre con specifico riferimento ai dati pubblicati dall’I.N.G.V., in mappa sono rappresentate le strutture sismogenetiche attive  del nostro paese (fonte dati database DISS320) con il link alle relative schede descrittive .

Altro elemento rappresentato in mappa riguarda le zone di subduzione (aree di interazione tra placche tettoniche adiacenti) e i temi riguardanti la classificazione e la pericolosità sismica del nostro paese.

Senza entrare nei dettagli (per i quali si rimanda ai seguenti link: Protezione civile – classificazione sismica e INGV, pericolosità sismica),  la prima riguarda il criterio di zonizzazione del territorio italiano che, sulla base della frequenza ed intensità dei terremoti storici, suddivide il nostro paese in 4 zone a pericolosità decrescente. Questa classificazione risulta utile per la gestione della pianificazione e per il controllo del territorio da parte degli enti preposti (Regione, Genio civile, ecc.). La pericolosità sismica di riferimento è la probabilità che un certo evento sismico (con un determinato valore di scuotimento) si verifichi in un dato intervallo temporale.

Tra le mappe base, oltre alla famosa Open Street Map troverete anche una interessante rappresentazione  dei fondali oceanici, con i principali alti e bassi strutturali.

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Pubblicato il 11 Agosto 2017

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