I Borghi Siciliani

La webmap dei Borghi siciliani, qui consultabile, mostra la localizzazione dei borghi più rappresentativi della Sicilia classificati prevalentemente come, storici e rurali.
Essi nascono con finalità e in periodi diversi.

I borghi storici sono caratterizzati dalla coesistenza dei segni delle diverse dominazioni succedutesi nei secoli, creando un unicum incredibile ed affascinante. Al fine della selezione degli insediamenti da ritenenere meritevoli dell’inserimento nella webmap,  si è tenuto presente il livello di qualità sia dell’abitato in sè che dell’accoglienza. Sono stati quindi inseriti quei borghi che abbiano dimostrato di avere rispettato i disciplinari di qualità imposti dall’ “Associazione borghi più belli d’Italia“, dall’ “Associazione borghi autentici d’Italia“, classificati come “bandiera arancione” dal TCI, o comunque positivamente valutati in pubblicazioni del settore. E’ pertanto possibile che, in futuro, possano essere incluse anche altre località, in seguito al raggiungimento di tali requisiti.

Ai borghi storici, come sopra definiti, sono stati aggiunti quei borghi rurali che hanno mantenuto un livello di leggibilità dell’insediamento e qualità dei manufatti, che ne rendono interessante la visita, sebbene spesso in stato di abbandono oppure riutilizzati per altri scopi. Essi hanno una storia più recente e possiamo rintracciare le motivazioni del loro insediamento nelle scelte del ventennio fascista, nell’ambito delle campagne di bonifica di aree incolte e malsane che investirono l’intera nazione soprattutto dopo la legge n. 3134 del 1928 “Provvedimenti per la bonifica integrale”, finalizzate a preservare ed agevolare la popolazione rurale e garantire il mantenimento di un buon livello della  produzione agricola,  in un periodo di autarchia che aveva portato Mussolini ad intraprendere la “battaglia del grano” per raggiungere l’autosufficienza alimentare.

Dall’avvento del fascismo e con il passaggio della titolarità delle miniere alle grandi compagnie ed allo stato, nascono anche i primi villaggi minerari organizzati. Negli anni ’50 ne viene incrementato il numero, quando l’attività estrattiva in Sicilia, ed in particolare quella dello zolfo, riceve un nuovo impulso anche a causa dello scoppio della guerra di Corea, che originò un forte aumento della domanda generale finalizzata alla realizzazione di esplosivi. Il loro scopo era quello di consentire di migliorare le condizioni di vita dei minatori, mantenendo uniti i nuclei familiari, cercando di porre rimedio ad un contesto di per sè povero di servizi ed infrastrutture quale quello dell’entroterra. L’area interessata dai grandi giacimenti solfiferi è quella centrale dell’Isola, compresa tra le province di Caltanissetta, Agrigento, Enna.

Oggi i borghi costituiscono un patrimonio storico e architettonico di valore inestimabile, di importante interesse culturale da tutelare e da conservare, e la loro valorizzazione è tra gli obiettivi fissati dalla Direttiva presidenziale di indirizzo per la programmazione strategica 2018. Contribuire alla valorizzazione di questi luoghi e delle loro comunità significa far conoscere questi piccoli centri e accendere i riflettori su paesaggi, tradizioni e saperi unici, promuovendo un turismo sostenibile e consapevole, alle volte fuori dalle rotte più battute.

Biblio/Sitografia:

Borghi rurali in Sicilia (Sapere Tecnico Condiviso  – STC)

La nascita della borghesia, dal Medioevo al capitalismo

Vacuamoenia

La Via Dei Borghi: i villaggi minerari

I dati vettoriali della webmap sono stati geolocalizzati su carte tecniche regionali (CTR) in formato raster con l’ausilio di ortofoto 2007_2008.

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Pubblicato il 17 Dicembre 2018

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